Basalghelle

 

 

Con San Giorgio
quale patrono, Basalghelle di Mansuè conta oggi 880 ab. Il nome potrebbe
significare dal greco o dal latino: luogo della piccola basilica, oppure
vaso di alghe, di argilla, di baci, di annunci, di campi ecc…Di Basalghelle si parla nel testamento di Gaia da Camino morta a
Portobuffolè nel 1311. Si pensa che il centro abitato sia sorto qui
perché il luogo si prestava ad ospitare i castellani e i vassalli di
Portobuffolè. La chiesa primitiva fu quella dei SS. Mauro e Macario (sorgeva
li un monastero dei Benedettini?) che ancora esiste nella contrada di
Cormarè. Divenne curazia o rettoria in epoca imprecisata.”…. Il secolo contrassegnò una generale rinascita di tutta l’area i
cui artefici furono i Benedettini che si prodigarono nel disboscamento e
nella bonifica di nuovi territori. Ad essi è attribuita la costruzione
della chiesetta dei SS. Mauro e Macario, prima parrocchiale di
Basalghelle, attorno alla quale con tutta probabilità esisteva un
monastero o una borgata. Vi era pure un altro monastero, nella località
delle Baite e nel 1565 un frate, per un compenso di 124 fiorini, suonava
l’organo nella chiesa parrocchiale di Mansuè, come si può rilevare dai
registri della fabbriceria.”

Sappiamo che il vescovo Tiso II, eletto nel 1232, riacquistò dal Comune
i beni esistenti in Saletto, dove possedeva pure alcuni mansi l’Ospedale
dei Battuti. Nel 1314 la pieve era a capo di una dozzina di regole,
raggruppate entro il suo “ager cilianus” (Saletto era delle più
consistenti); apprendiamo fra l’altro dal libro capitolare “Actorum” che
fra il 1371 e il 1372 le cappelle di S. Giorgio di Basalghelle e dei SS.
Ermagora e Fortunato di Fossadelle vennero conferite a un sacerdote di
Saletto, pre’ Nicolò.

Nel 1708 (?) fu eretta un’altra chiesa in sostituzione di una più
antica che era stata consacrata e dedicata a S. Giorgio e che era
divenuta parrocchiale nel 1624. Demolita a sua volta si costruì
l’attuale su disegno dell’arch. D. Rupolo: il Vescovo E. Beccegato la
consacrò il 4 ottobre 1924. Il campanile è del 1869. Si possiede un
elenco di parroci fin dal 1503, nell’archivio registri fin dal 1624.
Composto di tre località, Baite, Rigole e Cornarè. Fino al 1849 i suoi
terreni sono del ricco possidente pordenonese Giuseppe Volpini, poi dei
Parpinelli e dei Silvestrini, dal 1884 vi soggiorna la ricchissima
famiglia di Edoardo Aganoor con le cinque contesse Angelica, Maria,
Elena, Virginia e Vittoria la poetessa. Durante la prima guerra mondiale
Basalghelle subisce l’invasione austroungarica, circa 7000 soldati e 700
profughi. Nella seconda dietro una libreria in Villa Parpinelli vengono
salvati due coniugi ebrei, Maria Estella Prister e il rabbino Sacerdoti.
Sullo “stradone” che porta a Basalghelle nasce il 28.1.1923 Padre Cosma
Spessotto martire in El Salvador il 14.6.1980.

Il topònimo di Basalghelle trae origine dalla destinazione del luogo stesso.

Denominazioni simili non sono rare nella nostra regione (Baselega, Trebaseleghe, Basaldella) e significano =basilica, luogo sacro=.

D’altra parte, radici e suffissi in =ego, ago= (Rasego, Orsago, Maniago),
oppure in =igo= (Francenigo, Polcenigo), sono di origine celtica e risentono del gradito friulanismo =aghe=, cioè acqua.