Le origini

Chi vuole comprendere meglio può iniziare leggendo qualcosa sull’origine dei cognomi. Va premesso che le note che seguono sono frutto di speculazione personale e non sono sostenute da studi di esperti.

In ciò è anche importante rilevare che per quanto noto la famiglia è sempre stata contadina, senza nobiltà o elementi che la rendessero in qualche modo interessante agli studiosi.

Tra la fine degli anni ’60 ed i primi del ’70 Storia Illustrata, rivista oggi scomparsa, pubblicava in una sua rubrica fissa di genealogia una breve nota, accreditando per Polesel l’origine toponomastica, riferendola al Polesine ed in definitiva al fiume Po. A sostegno si faceva riferimento alla cittadina di Polesella sottolineandone l’assonanza.

Le mappe di diffusione attuali, con la massiccia presenza nelle province di Venezia, Treviso e Pordenone, tenderebbero ad evidenziare questo flusso migratorio, dal Po in direzione Nord / Nord Est. Va considerato che tutte queste aree nel periodo storico considerato si trovavano all’interno della Repubblica Veneta, mentre a sud si sarebbe subito sconfinati nello Stato Pontificio.

Vediamo ciò che sappiamo.

Il primo atto ufficiale che conosciamo è l’atto di battesimo di Iseppo, redatto il 19 Marzo 1674 da P. Giorgio de Canciani, a Bibano e che recita: “Iseppo figlio di legittimo matrimonio di Matthio Polesel, et di Maria sua moglie….”.

Anzolo (Angelo), battezzato il 6 ottobre 1709 è “figlio di Giuseppe, qm Mattio Polesel …”.

Don Francesco Pasini, “Cap(pellan)o de lecentia” battezza il 29 settembre 1739 Sebastiano, figlio di Angolo, di Giuseppe Polesello,…”.

Giambatta, nel 1775 è Polesello

Sebastiano, nel 1797 è “figlio di Giò Batta qm Sebastiano Polesel

Vincenzo, nel 1827 è figlio “di Bastian dal fu Batta Pollesel

In tre generazioni quindi, il povero Giobatta, nipote di un Polesel, nasce Polesello, ha un figlio Polesel ed un nipote Pollesel.

Questo è sufficiente per ritenere del tutto equivalenti nelle varie epoche le tre forme.

(Curiosamente non si è fino ad oggi riscontrata nessuna mutazione in Polese, mentre, a seguito dell’emigrazione, si ha notizia di una variazione in Polezei).

Ma torniamo al Polesine ed esaminiamo la sua etimologia, che, con qualche sorpresa non è legata al fiume Po. Secondo il Garzanti ed altri importanti dizionari, questi sono significati ed etimologie.

Lemma: polesine
Sillabazione/Fonetica: [po-lé-Si-ne o polèSine]
Etimologia: Dal greco bizantino poly/kenos ‘con molti vuoti’, composto di poly/s ‘molto’ e kenós ‘vuoto’, attraverso il veneto
Definizione: sostantivo maschile: zona pianeggiante, d’aspetto insulare, compresa tra due bracci di un fiume, specificatamente nella zona del delta | il Polesine, per antonomasia, la zona del Veneto compresa tra l’Adige a nord e il Po a sud.

A questo punto, potrebbe senso ipotizzare che altre aree, magari di fiumi minori, fossero comunque indicati quali “Polesine”. Inoltre ci avviciniamo a periodi non più documentati (l’obbligo di tenere i Registri Parrocchiali, di Battesimo, Matrimonoio e Morte, è istituito con decreto del Concilio di Trento (1545 – 1563))

Il Dizionario del dialetto veneziano di Giuseppe Boerio, consultato in una riproduzione della seconda edizione del 1856, alla voce “Pòlesene”, si rimanda a Mezàn.

Mezàn è sostantivo maschile. “Mezzano Mediatore e dicesi per lo più di mediatori di contratti.”. Aggiunge una interessante annotazione: “…Mezan de l’Adese, Mezzano, Dicesi quel che i Toscani chiamano Isola, ed è così detto perché sta nel mezzo a due rami del Fiume, come nell’Adige, e nel Po e in altri fiumi.”

Ma vi è un altra interpretazione che il Boerio, che cita: “Pòlese, sostantivo maschile. Cardine; Ganghero e Arpione, Le parti dell’arpione sono la Gamba che si mette nel muro, e l?Ago o Perno fisso che infila l’anello della bandella”, e che il Garzanti specifica che:

Lemma: -ello
Definizione: suffisso alterativo di sostantivi e aggettivi, con valore diminutivo e spesso vezzeggiativo (cattivello, fiumicello).

Ha senso pensare a Pòlese+ello = Polesello?

Un’ultima annotazione, per coloro che hanno perso le conoscenze dialettali, è che, nella parlata comune, si usa la variante Poesèl.

Qualcuno ha altre idee o informazioni?