Domenica, 16 Marzo 2003

 

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GENTE SPECIALE

La saga dei Polesel un mega raduno e romanzo in vista

 

Pordenone

La terra, le radici, la famiglia: storie che spesso si perdono tra l'indifferenza o che restano incompiute perché nessuno le tramanda o perché chi le conosce è emigrato chissà dove. È successo per secoli anche alla numerosa famiglia Polesel , sino a quando, lo scorso novembre, a due suoi membri, Graziella e Renzo, è venuta l'idea di riunire i parenti attorno al tavolo e di saperne di più sulle proprie origini. Nel giro di tre mesi hanno ricostruito l'albero genealogico della famiglia, a partire dal 600, catalogando più di 900 nomi e pochi giorni fa si è tenuto il 1. mega-raduno dei Polesel .

A PAGINA VI


 

Domenica, 16 Marzo 2003

 

GENTE SPECIALE Nel giro di tre mesi un discendente ha ricostruito l’albero genealogico a partire dal 1600

Polesel day, raduno di una super famiglia

 

La terra, le radici, la famiglia, i legami di sangue: storie che spesso si perdono tra l'indifferenza o che restano incompiute perché nessuno le tramanda o perché chi le conosce è emigrato chissà dove. È successo per anni, anzi per secoli, anche alla numerosissima famiglia Polesel , sino a quando, lo scorso novembre, a due dei suoi membri, i cugini Graziella, di Ranzano, e Renzo, di Pordenone, è venuta l'idea di riunire i parenti attorno al tavolo e di saperne di più sulle proprie origini. E nel giro di tre mesi hanno scoperto un sacco di cose, oltre al fatto che un semplice tavolo non sarebbe bastato ad accogliere tutti, ma che sarebbe servito un intero ristorante.

Il primo mega-raduno dei Polesel , al quale hanno partecipato ben 168 membri, si è così tenuto la scorsa settimana, in un ristorante di Basalghelle di Mansuè, dove risiede un grande gruppo di discendenti della famiglia. «Ma questo è stato soltanto l'inizio», precisa Renzo Polesel , 49 anni, diventato lo storico della famiglia, che ha creato anche un simpaticissimo sito Internet (www.polesel .it) dedicato alla stirpe di contadini doc, con tanto di albero genealogico, curiosità, fotografie e guest book. «Nel giugno del 2005 faremo il secondo grande raduno - assicura Renzo - un vero e proprio Polesel day, che si terrà in contemporanea anche in Australia, in Francia e in Brasile, dove vivono centinaia di membri della nostra famiglia». Ma c'è di più. Curiosità, aneddoti e inediti della saga dei Polesel , emersi ficcando il naso tra archivi, documenti polverosi nei solai e registri delle parrocchie, stanno per essere raccolti in un romanzo, sempre a cura di Renzo Polesel .

- Quanti sono i Polesel sino ad ora identificati attraverso i suoi studi?

«Più di 900. Le ultime 4/5 generazioni, dal 700 sino ai nostri giorni, sono state interamente ricostruite. Ma nel corso del raduno (tenutosi il 2 marzo) siamo venuti a conoscenza di un altro centinaio di membri, che ora sto inserendo nel sito, man mano che approfondisco le loro storie. Incredibile, vero? E pensare che sino a tre mesi fa non sapevo neppure come si chiamasse mio bisnonno. Adesso invece, mi arrivano informazioni da tutto il mondo».

- È numerosa anche la colonia pordenonese oppure il grosso della famiglia abita in Veneto?

«Nell'arco di oltre 400 anni la famiglia si è spostata di meno di venti chilometri. Comunque i due rami principali della famiglia si estendono tra le province di Pordenone, Treviso e Venezia (tra Basalghelle, Mansuè, Francenigo e Bibano). Qui nel Pordenonese, in particolare, i Polesel sono alcune centinaia e risiedono a Cordenons, Fiume Veneto, Azzano Decimo e Maniago. Il cognome ha però via via subito delle modifiche a seconda di come decideva di trascriverlo il parroco. Sicché abbiamo Polesel , Pollesel, Pollesello e Polese».

- Qual è l'origine etimologica di questa parola

«Tra la fine degli anni 60 ed i primi del 70, "Storia Illustrata", una rivista oggi scomparsa, pubblicava in una rubrica fissa di genealogia una breve nota, accreditando a Polesel l'origine toponomastica, riferita al Polesine ed in definitiva al fiume Po. A sostegno di questa tesi faceva riferimento alla cittadina di Polesel la, sottolineandone l'assonanza. Le mappe di diffusione attuali, con la massiccia presenza nelle province di Venezia, Treviso e Pordenone, tenderebbero ad evidenziare questo flusso migratorio, dal Po in direzione Nord-Nordest. Però, esaminando l'etimologia di Polesine, si scopre che non è legata al fiume Po. Secondo Garzanti ed altri importanti dizionari, deriverebbe dal greco bizantino poly/kenos, "con molti vuoti", e indicherebbe una zona pianeggiante, d'aspetto insulare, compresa tra due braccia di un fiume: la zona del Veneto compresa tra l'Adige a nord e il Po a sud. Ma non è finita. Nel Dizionario del dialetto veneziano di Giuseppe Boerio, consultato in una edizione del 1856, Pòlese, significa ganghero e arpione, perno, cardine. E per quanto riguarda la famiglia potrebbe indicare un mestiere o una certa personalità».

- A quando risale il primo atto ufficiale che avete ritrovato?

«È l'atto di battesimo di Iseppo, vergato il 19 marzo 1674 da P. Giorgio de Canciani, a Bibano, e che recita: Iseppo figlio di legittimo matrimonio di Matthio Polesel , et di Maria sua moglie..... Anzolo (Angelo), battezzato il 6 ottobre 1709 è figlio di Giuseppe, qm Mattio Polesel .... Don Francesco Pasini, Cap(pellan)o de lecentia battezza il 29 settembre 1739 Sebastiano, figlio di Angolo, di Giuseppe Polesel lo,.... Giambatta, nel 1775 è Polesel lo, Sebastiano, nel 1797 è figlio di Giò Batta qm Sebastiano Polesel , Vincenzo, nel 1827 è figlio di Bastian dal fu Batta Pollesel. In tre generazioni quindi, il povero Giobatta, nipote di un Polesel , nasce Polesel lo, ha un figlio Polesel ed un nipote Pollesel. Quanto alla ricostruzione delle nostra storia va però detto che la parte più grossa l'ha fatta Alessandro Vaccher».

- Come mai un Vaccher e non un Polesel ?

«Quando si dice "i casi della vita". Vaccher è nipote (figlio di una sorella) di Eddo Polesel , che è stato Presidente dell'Associazione industriali venezuelana. Cinque anni or sono la moglie di Eddo, Amelia, ha chiesto al nipote di fare una ricerca sull'origine della famiglia e Alessandro ha iniziato ad andare per chiese e archivi. Tre anni fa, per caso, l'ho conosciuto alla Bpt di Cinto Caomaggiore dove lavoro, ma non ci siamo più rivisti. Quando a mia cugina Graziella è venuta l'idea di organizzare la rimpatriata e abbiamo iniziato la ricerca genealogica, è stato un prete a dirci che qualcuno l'aveva già fatta e a indicarci Vaccher. Così l'ho contattato, lui mi ha dato tutto il materiale cartaceo che aveva raccolto e io l'ho elaborato e messo in rete. Al raduno l'altro giorno c'era pure lui. Durante il raduno ci siamo anche messi in contatto con i parenti e i membri della famiglia emigrati all'estero. Con Claudine, figlio di Fortunato, in Brasile, dove vive una colonia di ben 400 Polesel ; in Venezuela con Eddo, in Australia con John e in Francia con Lino Cancian, figlio di una Polesel ».

- Quale dei Polesel invece diventerà protagonista del libro?

«Non sarà uno solo, ma tanti. Anche perché questa famiglia di semplici contadini ha saputo evolversi, crescendo cattedratici dell'università, sindaci e imprenditori. Comunque il primo a diventare protagonista di un racconto, che parteciperà al concorso bandito dal comune umbro di Magione (in provincia di Perugia) sarà Paolo Polesel , nato alla fine dell'800 e morto giovanissimo».

- Perché in Umbria?

«La storia è lunga. Paolo, fratello minore di Giuseppe Polesel , capo dei domestici a villa Aganoor, nella Marca trevigiana, si innamorò delle contessina Elena. Lui aveva 20 anni e lei 38. Una storia impossibile per l'epoca. Una storia che finì tragicamente, perchè Paolo morì precocemente di peritonite. La loro storia, romanzata, naturalmente, diventerà il testo del Concorso indetto a Magione, per ricordare la sorella di Elena, Vittoria Aganoor, grande poetessa, che viveva nel comune umbro assieme al marito».

Antonella Santarelli

 


Venerdì, 28 Febbraio 2003
MANSUE A centinaia nella casa che fu del patriarca
Domenica a Basalghelle maxi raduno dei Polesel
 
Mansuè

Il primo atto ufficiale sarebbe della fine del Seicento, quando ad essere battezzato, a Bibano di Godega, fu Iseppo. Poi, da lì, i Polesel , o Pollesel, o Pollesello (ma non Polese), si diffusero nella Sinistra Piave trevigiana, nella vicina provincia di Pordenone e nel Veneto orientale. E poi ancora in Sud America e negli Stati Uniti, o in Australia, in una sorta di diaspora che non ha risparmiato praticamente alcuna parte del mondo. Per tutti un denominatore comune: le origini contadine e la grande povertà.Le cose, da allora, sono naturalmente cambiate. Ma ai Polesel , e alle loro tante varianti, è rimasta la voglia di ritrovarsi insieme, tutti. Tanto che, per iniziativa del "ramo" pordenonese della famiglia, è stata convocata per domenica prossima la prima grande "adunanza", con tanto di visita alle tombe degli avi, messa e naturalmente pranzo al ristorante.

Dove? A Basalghelle, frazione di Mansuè, dove si trova la grande casa colonica che, alla fine dell'800, ospitò il "patriarca" Benedetto e la moglie Rosa. Le centinaia di loro discendenti giungeranno naturalmente dalle province di Pordenone, Treviso e Venezia, ma anche dal resto del nord Italia e, forse, anche dall'estero. Un appuntamento che, peraltro, promette di essere il primo di una serie. Già, perché i Polesel non hanno naturalmente mancato di crearsi il loro sito internet (www.polesel .it) dove è possibile trovare la storia della famiglia (originaria del Polesine), la sua diffusione, i suoi personaggi famosi, e magari leggere i messaggi provenienti dai Polesel di tutto il mondo.

Tutto merito di un intraprendente pordenonese, che non ha tralasciato nulla, neppure il "guest book". Mentre altri parenti si sono occupati degli inviti spediti un po' ovunque. Compreso, come ovvio, quello giunto a chi scrive.

Ugo Pollesel


Domenica, 2 Marzo 2003
A BASALGHELLE DI MANSUÈ
Tutti i Polesel (e varianti) per la prima volta assieme
 
I tanti Polesel (e varianti), nel Trevigiano, Veneto Oientale e Pordenone, si ritroveranno finalmente assieme. L'avvenimento è previsto per oggi, domenica 2 marzo, con tanto di visita alle tombe degli avi, messa e pranzo, a Basalghelle, frazione di Mansuè, dove si trova la grande casa colonica che, alla fine dell'800, ospitò il "patriarca" Benedetto e la moglie Rosa. Le centinaia di loro discendenti giungeranno dalle province di Pordenone, Treviso e Venezia, ma anche dal resto del nord Italia e dall'estero.