Gli Armeni si stabilirono a Venezia per ragioni commerciali sin dal XIII sec. Ebbero dal 1253 dimora ufficiale presso una casa donata loro da Marco Ziani, figlio del Doge di Venezia Pietro, situata nella parrocchia di S.Giuliano.
I favori della Repubblica di Venezia nei confronti degli Armeni crebbero specie nel corso del XV secolo dopo l’ambasciata di Caterino Zen ad Ussun Cassan re di Persia e signore di Armenia. La loro presenza di attestò così fortemente nella città lagunare che nel 1496 presso la loro dimora ufficiale di S.Giuliano edificarono anche una piccola chiesa dedicata alla Croce, che nei secoli successivi fu riedificata e ampliata più volte. Nel 1703 tale chiesa fu poi posta sotto la sorveglianza della magistratura dei Procuratori de Citra, che ogni anno vi facevano visita nel giorno dell’Invenzione della Croce . La chiesa della Croce restò sempre officiata dai Mechitaristi di S.Lazzaro con rito orientale.
E proprio a proposito dell’Isola di S.Lazzaro, detta ancor oggi "S.Lazzaro degli Armeni", narrano le cronache che per sfuggire ai Turchi durante la guerra per la conquista della Morea, un nobile monaco armeno di Sebaste, Manug di Pietro, detto Mechitar (il consolatore), chiese aiuto alla Repubblica di Venezia e da questa ottenne nel 1717 di potersi stabilire proprio in quell’isola.
Un tempo rifugio e luogo di cura dei lebbrosi, l’isola in questione aveva preso il nome proprio dal loro protettore S.Lazzaro.
Nell’isola Mechitar potè continuare l’opera di bontà interrotta dall’invasione turca, raccogliendo intorno a sé gli esuli armeni e costituendo la Comunità dei Padri Armeni Mechitaristi.
Furono così raccolte a Venezia le più importanti opere della cultura Aremena.
Nel 1789 l’istituzione si arricchì di una tipografia poliglotta che divenuta con il tempo famosa continuò a lungo la sua attività.
George Byron, il poeta inglese che fece di Venezia la sua patria ideale, soggiornò spesso a S.Lazzaro, tanto che i Padri Armeni conservano ancora gelosamente alcuni suoi ricordi.

 

di Giovanna Pastega, Maggio2000.