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La "Casa degli Armeni" fu acquistata all'inizio dell'Ottocento dalla ricca famiglia armena degli Aganoor. In precedenza l'edificio fu adibito prima a piccolo ospedale (XV Secolo) poi a scuderia, da cui anche il nome di Stallone e infine, dal 1778 al 1791, a teatro, chiamato anche, visto il precedente uso, Teatro Vacca. Nelle sue immediate vicinanze si trovava la chiesa di S. Leonino (San Violin per il popolo) e una famosa scuola per levatrici, detta anche Scuola delle Comari |
Da parte della nonna paterna, Maria
Theresa, le contesse Aganoor discendevano dai ricchi armeni finanziatori
del collegio Moorat-Raphael dei padri mechitaristi dell'isola di San
Lazzaro, che oggi ha sede nella Ca' Zenobio, in rio dei Carmini a Venezia.
Sia i Moorat sia i Raphael erano mercanti di nobilissime origini. Il capostipite dei Moorat fu Moorat Aghamalian, uno dei grandi pricipi armeni dell'antica Joulfa, nel Nachicevan (Arzebaigian orientale persiano), il quale fu designato dallo Scià Abbas 1° il Grande come sovrintendente degli armeni durante il loro spostamento dalla Joulfa, avvenuto nel 1605 a causa dei conflitti perso-ottomani. Figura di spicco, Moorat Aghamalian fu successivamente onorato dalla corte persiana con il titolo di Melik (principe). Maria Teresa, figlia di Samuel Moorat e di Anna Raphael, aveva sposato Abramo Agannor, un Armeno, conte e suddito inglese, amministratore delle sostanze dei Moorat. Da Madras, città dell’India dove molti nuclei armeni provenienti da Nuova Joulfa si erano insediati per ampliare i loro commerci, nel 1835 si trasferì con il marito Abramo e i tre figli Giovanni, Virginia ed Edoardo prima a Venezia e poi a Padova, in Prato della Valle. Il più giovane, Edoardo Aganoor (1822-1891) si accasò con la milanese Giuseppina Pacini (1819-1899) e da lei ebbe cinque figlie: Angelica (1849-1913), Maria (1850-1926), Elena (1849-1913), Virginia (1853-1911) e Vittoria (1855-1910) Da "Vittoria ed Elena Agannor: da Tarcento con amore" di Lucia Ciani
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